nutart1.gif
Nel 1991 si tenne a Ferrara, nel Palazzo dei Diamanti, la mostra «Mistiche Nutelle» con un catalogo introdotto dal semiologo Omar Calabrese. Si trattava di opere, influenzate dalla Pop Art, di cinque artisti emiliani che si erano dati quel nome eccentrico ed autoironico: erano Vittorio Brocadello, Adriano Tetti, Oscar Baccilieri, Mauro Luccarini e Maurizio Mantovi. Fu una esperienza circoscritta, durata qualche anno, poi il gruppo si sciolse. Usavano una tecnica mista, accostando materiali eterogenei e interpretando il baratto di Nutella nel gioco di una cultura industriale frammista alla cultura tradizionale.

mistiche nutella new.jpg

nutart2.gif
L'artista Eugenio Comencini è nato a Savona nel 1939 e vive a Torino. Docente di pittura all’Accademi di Belle Arti, esordì nei primi anni 60 con orientamenti nel campo dell'informale, per poi seguire una vocazione artistica più sottilmente intrigata, nella manipolazione dell'immagine in senso ironico-sociologico. Dal 1962 espone, con mostre personali e collettive, in gallerie italiane e straniere. Questo quadro è stato realizzato nel 1999 per il libro Gnam Storia sociale della Nutella di Gigi Padovani

comencini 2.jpg


nutart3.gif
E’ una artista nata a Napoli nel 1967, che opera nella città partenopea partecipando a mostre e performance legate all’idea di umanizzare le etichette dei beni di largo consumo. I prodotti, presi dagli scaffali del supermercato e dalle mensole della cucina, vengono manipolati, ripensati e presentati con una nuova veste, ironica e irriverente. Quest’opera, intitolata Femmenella, è del 2003 e fu presentata per la prima volta ad Artissima di Torino e poi a Roma al Centro d'Arte Contemporanea e Design di via Laurina, nel 2004.

FEMMENELLA.jpg


nutart4.gif
Giornalista ed artista torinese, Silvano Costanzo ha presentato quest’opera, NutPop 2004, in occasione del Nutella Party ai Murazzi di Torino per i quarant’anni della crema. E’ un acrilico su tela 100x130 + 100x130. Si tratta di un’ opera è esemplare del lavoro di ricerca di Silvano Costanzo sui codici comunicativi. Essa prende spunto dai quarant’anni della Nutella per evidenziare la transizione dal linguaggio pop “anni Sessanta” del marchio Nutella , al linguaggio attuale dei codici a barre, cioè da un linguaggio espressamente “visivo” a un linguaggio “occulto”. I codici a barre, infatti, pur essendo presenti ormai in tutti gli oggetti della nostra vita quotidiana, sono illeggibili dall’occhio umano. Per decodificarli, per rendere comprensibili le informazioni che contengono, occorre uno strumento tecnico, una macchina. In quest’opera, invece, sono stati anch’essi trasformati in linguaggio visivo e messi “in primo piano” grazie a una inconsueta forma compositiva (verticale-orizzontale) delle due tele.

nutt.jpg